Lo ZEN è un modo pratico di approcciare alla vita quotidiana basato puramente sull'esperienza concreta. Lo zen, così come uno specchio, accetta ogni cosa, non rifiuta nulla e non trattiene nulla. Dunque, da qualunque religione o cultura tu provenga, qui sei il benvenuto... --> Continua

Si possono usare molte frasi per illustrarne il senso, anche se nessuna di esse può definirlo in modo assoluto: armonia, superamento della dualità, flessibilità, magia del gesto semplice, disciplina, annullamento della contrapposizione tra soggettivo e oggettivo, arte del "lasciar andare", tuffo nel Cuore, trascendere la mente, fluire liberi tra gli eventi, accettazione incondizionata, fiducia, abbracciare il paradosso, fare spazio, umiltà, consapevolezza, profondità, totalità dell'Essere, risveglio, audacia, viaggio, via, natura, realizzazione dell'equilibrio, leggerezza, creatività, ironia, centrati nel qui e ora, riconoscersi nell'UNO, AMORE...

Una delle simpatiche particolarità dello zen è che si serve di storie, aneddoti, proverbi, detti "apparentemente illogici" come strumento di apprendimento a sostegno dell'espansione della consapevolezza, dunque per una comprensione più profonda della realtà:

"Un sacerdote incontrò un giorno un maestro zen e, volendo metterlo in imbarazzo, gli domandò: "Senza parole e senza silenzio, sai dirmi che cos'è la realtà?" Il maestro gli diede un pugno in faccia." - storia zen -

Non si tratta di un atto di aggressione, ma della risposta che il sacerdote aveva chiesto quando, escludendo il linguaggio verbale e anche quello del silenzio, la realtà è affidata ai fatti. Quel pugno aveva dato all'interlocutore il (senso vivo e diretto) delle cose. Tutti abbiamo bisogno di ricevere ogni tanto uno scossone. Non sempre i risvegli sono piacevoli. Accettiamo quelli più dolorosi come tentativi traumatici della vita di destarci dal sonno. E, se vogliamo evitare o attutire questi traumi, invece di aspettare con paura i colpi della sorte, viviamo con consapevolezza. La consapevolezza ci permette di essere all'altezza delle situazioni, di essere presenti. Ed è la Via del risveglio. --> Continua


Se comprendi una sola cosa nella sua interezza,

puoi comprendere ogni cosa

Shunryu Suzuki

 

Il termine ZEN deriva dalla traslitterazione del cinese "chan" a sua volta derivato dal sanscrito "dhyana", il cui significato è "Meditazione", ma anche "Tutto insieme", a significare l'armonia e l'essenza unica della realtà.



Un maestro fu interpellato sulla natura dello ZEN. Dopo poco che i due studiosi parlavano, il maestro servì il tè. Lo versò prima nella tazza dell'ospite, con grande cura, ma non si fermò quando il liquido arrivò all'orlo e continuò a versare fino a che la tazza traboccò.

Il maestro continuava a versare e l'ospite, esasperato da un comportamento tanto irrazionale, non potè fare a meno di bloccarlo: "E' colma, non può contenere più nulla!" esclamò. Allora il maestro sorrise: "Anche tu sei colmo di tutte le tue idee e concetti. Come posso spiegarti lo ZEN, se prima non vuoti la tua tazza?" - storia zen

Ogni cosa è la stessa, ogni cosa è diversa

Proverbio ZEN

 



"Perchè il Buddha arrivò dall'ovest?" chiese un giorno un discepolo al maestro. Questi accennò con il capo a un polo, piantato proprio davanti alla porta: "Guarda quel palo", disse al discepolo. Il discepolo obbedì, ma dopo un poco esclamò, perplesso: "Non capisco". "Nemmeno io" concluse il maestro. - koan zen -

Non è una storia, ma un Koan, un espediente usato dalla tradizione zen per perseguire quella comprensione profonda che va oltre le capacità dell'intelletto. I Koan sono usati dai maestri zen per aiutare i discepoli a scomporre gli schemi di pensiero logico-razionali e fanno parte di un vasto "arcipelago zen" in cui figurano aspetti didattici, artistici, sportivi. Le arti marziali, la pratica della meditazione, la cerimonia del té, gli haiku, la pittura, la scultura accolgono i principi zen e a loro volta sono "vie" per praticarlo.

Accostarsi a un giardino zen dovrebbe perciò avere lo stesso senso di un Koan, di un haikuo di un dipinto: superare i limiti della mente per raggiungere una verità più profonda. E poco importa se il giardino è il più famoso di tutti, quello del Ryoanji a Kyoto, che contempliamo da turisti, o quello piccolissimo che potremo realizzare da soli, il principio è lo stesso. Anzi, il principio è non avere principi.

Se lo ZEN sembra difficile da capire è solo perchè, in effetti, non è da capire. E' difficile perfino parlarne, perchè tradotto in parole molti dei suoi termini entrano in contraddizione, e il superamento della contraddizione è esattamente ciò che si può definire "zen".

 

Parlare di ZEN è come cercare orme di pesce

nel letto di un torrente asciutto

Wu Tzu

 

 

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